Adriana Pittoni

Adriana Pittoni Boiti è stata una figura smagliante, piena di intelligenza ed energia. Pareva, nel colmo della giovinezza, un dipinto di Frida Kahlo, i lineamenti vagamente esotici, bruni, bellissimi. Iscritta alla facoltà di Lettere, fu con il futuro marito Giulio Boiti tra i fondatori del Circolo Universitario Culturale Carnico, che si prefiggeva di mobilitare le risorse intellettuali del territorio per attuare un progetto comune di aggiornamento e sviluppo, nell' intento di attrezzare una mentalità collettiva adeguata ai tempi, lungimirante, che contasse in Carnia e fuori della Carnia.

Foto di Adriana Pittoni e Giulio Boiti

Il C.U.C.C., con molte altre iniziative (teatro, stagione di prosa, amici della musica, dibattiti memorabili), creò anche un giornale, "Carnia Domani", per dare a tutti una possibilità di informazione, confronto e proposta. Gli articoli di Adriana Pittoni erano sempre concreti, chiari e acuti. Aveva il sentimento del passato e del presente, ma operava in prospettiva.

A lei va il merito dell'istituzione, allora, della Biblioteca Civica di Tolmezzo, avviata anche con volumi suoi e divenuta oggi la Biblioteca di riferimento dei Comuni montani, alla quale dedicò successivamente risorse e un lavoro di venti anni per pura liberalità.

È stata un'insegnante brillante e di grande responsabilità (mai un'assenza dalla scuola), capace di portare alla luce, con metodo maieutico, le migliori qualità degli studenti per farne soprattutto persone e cittadini, secondo la testimonianza unanime e riconoscente dei suoi ex allievi.

Mater familias instancabile, amorevole e vigile sull'orma dell'antico costume di questa terra, ha saputo anche essere una donna moderna, allegra, combattiva e mai banale. Non cercava onori né visibilità: il suo stesso impegno colto, utile e senza fronzoli ha tracciato l'importante ruolo comunitario che la rende oggi indimenticabile. Tenace e riservata, è stata una personalità moralmente elegante, sincera e profonda, fino alla fine coerente e credibile. Come dice il suo amato piccolo principe nel racconto di SaintExupéry, qualcosa di lei risplende nel silenzio.

Maria Rosa Rinoldi

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